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Ciao a tutti e benvenuti su Una Ginnasta da Salotto!

Questo blog è la traduzione di The Couch Gymnast, blog sulla ginnastica internazionale.

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lunedì 2 febbraio 2009

Qualche regola per la sicurezza

Cosa non fare con gli attrezzi

UNA GINNASTA DA SALOTTO VI SUGGERISCE LE COSE DA NON FARE ALLENANDOSI AI VARI ATTREZZI


Dimenticare il body (Tasha Schwikert)

Scrivere “Octavian ti odio” sul cavallo mentre nessuno vi guarda (Simona Amanar)

Usare le compagne di squadra quando non c’è nessuna trave libera

Fare volteggio insieme ad altre compagne (Van de Leur)

Dimenticarsi di piazzare il cavallo (Allana Slater)

Usare un cavallo vero (Maria Olaru)

Salire sulle parallele prima di imparare a camminare (Dominique Dawes)
Vedere se la permanente regge dopo l’allenamento (Dasha Joura)


Far lavorare vostra sorella più piccola al vostro posto (Beth Tweddle)


Non ubriacarsi prima dell’allenamento (Anna Pavlova)

Giocare a cavalluccio con la trave (Svetlana Khorkina)


E di sicuro… non addormentarsi!! (Daria Zgoba e Irina Krasnyanska)

domenica 25 gennaio 2009

Crimini sartoriali - parte 2

-DALL’ARCHIVIO DI UNA GINNASTA DA SALOTTO (5 OTT 2008)-


Non è colpa mia, me l’hanno fatto mettere

Dura la vita di una ginnasta famosa: allenamenti ogni giorno, quando non ti alleni mangi, dormi o studi. Ogni giorno si ripete uguale. Ma finalmente arriva il giorno in cui, dopo aver vinto qualche gara importante, la gente inizia a sapere chi sei. Poi arrivano i giornali, ti inseguono, ti chiedono di usare la tua faccia per qualcosa, di partecipare a qualche evento o di esibirti. Qualcuno scrive un articolo su di te o vuole usare il tuo nome per un prodotto. Arrivano le opportunità. Magari ti vogliono per un servizio fotografico: WOW!! Magari indosserai qualcosa di Versace e ti sentirai come una modella famosa. Magari ti lasceranno persino tenere il vestito!
Poi il giorno arriva e qualcuno ti fa indossare qualcosa del genere...


Non so chi è la persona in piedi dietro Beth, ma si può quasi toccare la compassione che emana. Sta pensando “Povera ragazza”, ma sta anche pensando quanto è felice di non essere quella on addosso quel body da maggiordomo/ginnasta/pagliaccio. Povera Beth, sembra congelata in quell’espressione, forse è lo shock. O il pensiero dell’umiliazione che subirà quando la foto sarà pubblicata.




E chi dice che la storia non si ripete? Elsa sembra un pochino meno imbarazzata. Forse anche per merito dell’uomo che ha a fianco.


Mi immagino il gruppo di esperti di moda intorno ad un tavolo, tutti a tastare il nuovo vestito di maglia color mostarda con scaldabraccia/guanti coordinati, che pensano a come cavolo trovare qualcuno che lo potrebbe voler indossare.
E qualcuno ha un’illuminazione. “Ecco. Possiamo chiederlo a una veramente bassa. Ci sarà così grata di averle chiesto di fare la modella che sarà disponibile ad indossare qualsiasi cosa”. E l’idea piace a tutti.
“Grande idea!”
“Che ne dite di un fantino per esempio?”
“No aspetta, una ginnasta!”
“Sono sicuro c’è qualche russa o rumena povera e affamata di denaro che lo farebbe!”
“Ho sentito dire che Lilia Podkopayeva ha del tempo libero...”



La povera Beth era probabilmente felicissima di avere finalmente qualcosa di decente da mettersi per una foto. Poi le hanno chiesto di mettersi in questa strana posa da marionetta. Ma in ogni caso di sicuro pensava “Questo va bene, mica come quel body da incubo dell’altra volta”. Poi hanno acceso un ventilatore a tutta velocità davanti a lei. E quando ha sentito i capelli volarle via per la brezza artificiale... ha capito che anche stavolta era finita.




Sembra che le agenzie pubblicitarie cinesi abbiano usato Cheng Fei così tanto prima delle Olimpiadi di Pechino che ad un certo punto erano a corto di idee. Così ecco che hanno deciso di vestirla da pirata, metterla in una caverna con in mano un lazo da cowboy e qualche melodrammatico gioco di luce e lasciare che ci pensassero i lettori a capire di cosa si trattasse. Non mi sorprende che la sua faccia sia così confusa.



Ok, forse non non le è andata così male con questa roba insignificante che le hanno messo addosso, ma chiunque abbia avuto l’idea di renderla sexy facendole mettere quel dito in bocca stile Lolita dovrebbe essere fucilato sul posto. Miss Patterson non funziona con il sexy. O forse dovrebbe sembrare confusa? Confusa funziona.



Se fossi stata in Georgia o Dasha, avrei chiesto che se proprio era il caso di vestirsi come ballerine Thai per festeggiare l’arrivo di Pechino, allora avrebbe dovuto farlo l’intera squadra.
Dasha ha provato una tattica diversa, però: ha pensato che se avessi chiuso gli occhi, ma proprio strizzati, allora sarebbe stato come non esserci. Se non vedo loro, loro non mi possono vedere. Mi dispiace Dasha, stavolta non ha funzionato. Ma potrebbe funzionare quando ti daranno una pipa e del tweed da metterti per festeggiare Londra 2012.



Oh Isabelle. Quanto è terribile questa foto? Fammi contare un po’: le scarpe; i capelli; il vestito; l’abbronzatura marrone. E basta forse... No aspetta, l’espressione del viso.

Almeno possono dare la colpa a qualcun’altro però!

sabato 24 gennaio 2009

Quando lo sport è una cosa di famiglia

-DALL’ARCHIVIO DI UNA GINNASTA DA SALOTTO (14 OTT 2008)-

Nella mia famiglia erano tutti o nuotatori o corridori. I miei vicini di casa da piccoli giocavano a netball o basket. Poi ci sono le famiglie di ginnasti, vedi la famiglia Liukin. Ma dev’essere davvero una rarità quando due persone della stessa famiglia sono campioni dello stesso sport! Beh... Non così raro come sembra! Ecco una lista di sorelle con carriere ginniche di successo.
Le sorelle Khorkina
Yulia Khorkina è ovviamente la sorella della Regina Khorkina, il che deve essere stato un bel fardello da portarsi dietro! È più giovane di Svetlana di tre anni e ha le stesse linee lunghe e forma elegante della sorella, ragione per cui i suoi allenatori le hanno dato coreografie ed esercizi simili alla sorella. È un po’ fastidioso comunque vedere questa ginnasta simile ma non uguale gareggiare con gli stessi esercizi di Sveta, ma senza la sua stessa precisione.
Yulia ha appoggiato la carriera della sorella, persino andando a Sydney per tirarla su dopo le disastrose finali AA. In pure stile Svetlana, sono andate insieme dal parrucchiere e dalla manicure e hanno visitato l’aquario di Sydney con degli amici, per cercare di cancellare l’orrore del giorno prima dalla mente di Sveta e prepararla alle finali per attrezzo.
Yulia non era male come ginnasta e ha partecipato ai nazionali russi e a qualche gara internazionale. Agli WOGA Classic del 2004, ha gareggiato contro Monette Russo e Holly Vise, arrivando ottava nell’AA. Eseguì al corpo libero l’esercizio di tre anni prima della sorella. Disse ai giornalisti “Come in tutte le cose quando si ha una sorella più grande, me l’ha passato”. Beh, meglio questo che i suoi jeans strappati e fuori moda o i libri scolastici!
Nel 2005, quando il mondo seppe della gravidanza di Sveta, le due sorelle andarono insieme negli Stati Uniti ad insegnare ginnastica ai bambini di varie società.



Le sorelle Hindermann
Marie-Sophie Hindermann è una delle ginnaste tedesche di maggior successo degli ultimi anni. È stranamente alta per una ginnasta (1.70m), persino più della Khorkina, e il suo primo successo risale agli Europei junior del 2006 a Volos, quando vinse l’argento al volteggio e il bronzo alle parallele. Giulia è la sorella più piccola ed è entrata nella squadra junior tedesca quest’anno. Come Marie-Sophie, ha linee molto lunghe e begli esercizi alle parallele, Stalder compresi.
Le sorelle Joura
Il talento non finisce con Daria: Natalia è la sorella più piccola, anche lei ginnasta di successo negli ultimi tempi, prova che crescere in una palestra è un vantaggio per la carriera. Mentre Dasha vinceva l’AA senior nel 2008 ai campionati australiani a Melbourne, Natalia vinceva invece l’AA al Level Ten International, più un oro alle parallele, argento al corpo libero e bronzo al volteggio nelle finali per attrezzo. Con un po’ di fortuna potremo vederle gareggiare nella stessa squadra nei prossimi anni.
Le sorelle Yurkina
Olga e Yulia Yurkina sono gemelle. Nate il 20 settembre 1979, hanno gareggiato per la Bielorussia nei primi anni di indipendenza dello stato. Iniziarono nel 1992 ai Campionati Europei ed entrambe parteciparono ai Mondiali con la squadra, prima di ritirarsi nel 1997. Olga ebbe la carriera migliore, arrivando alle Olimpiadi del 1996 e piazzandosi sesta con la sua squadra.
Negli anni seguenti, le ragazze parteciparono ad alcuni spettacoli negli Stati Uniti, tra cui uno al Sea World con Svetlana Baitova, prima di diventare allenatrici. Da vere gemelle, finirono per allenare nella stessa società ed entrambe sposarono uomini bielorussi (si diceva che Olga fosse uscita persino con il famoso ginnasta Ivan Ivankov!).
Le sorelle Huci
Una delle storie più tristi arriva ovviamente dalla Romania: ecco a voi le sorelle Huci. Ana Maria era già una ginnasta di successo, quando la sorella Alexandra volle seguirne i passi. La madre diceva di dover togliere qualsiasi cosa fragile dal soggiorno per salvarla dalle piroette e dai salti delle sorelle.
Quando Ana Maria iniziò ad allenarsi a Deva, dovevano portare via Alexandra di peso perchè voleva essere lì anche lei. La sua prima allenatrice, Lucia Musstat, disse che aveva visto un grande talento e determinazione in Alexandra fin dall’inizio. Anche Alexandra alla fine arrivò a Deva, vincendo i nazionali all’età di 11 anni nella sua categoria.
Purtroppo, Alexandra collassò durante un allenamento a causa di un problema congenito, cadde in coma e morì pochi giorni dopo all’ospedale di Timisoara. All’epoca, Ana Maria si era già ritirata da un anno a causa di un infortunio alla schiena, ma era rimasta a studiare a Deva. Poichè stava sostenendo degli esami, i suoi genitori non le dissero subito cosa era successo alla sorella. Il funerale fu rimandato al sabato della settimana in cui morì, così che la povera Ana Maria potesse finire gli esami e poi parteciparvi.
Le sorelle Mackie
I Mackie sono una famiglia devota alla ginnastica: erano ginnasti i genitori; il fratello grande Owen ha gareggiato ai nazionali canadesi due volte; ecco poi Gael e Charlotte. La prima, una delle ginnaste migliori del Canada, ha partecipato con successo a diverse gare internazionali e di Coppa del Mondo. Ha poi partecipato alle Olimpiadi di Atene ed è diventata ginnasta per la squadra dell’Università dello Utah. La sorella Charlotte segue le sue orme, piazzandosi prima nell’AA ad una gara ai nazionali canadesi come fece Gael. È stata poi quarta ai nazionali junior e sembra essere in lizza per il 2012. Tenendo le dita incrociate, con tutti i nuovi talenti canadesi, si qualificheranno anche come squadra. Charlotte dice che la sorella Gael è una delle sue ginnaste preferite.

Sorelle all’università
Chissà, magari Charlotte continuerà la sua carriera all’università, seguendo la tradizione delle Schwikerts, Tasha e Jordan, e delle Kupets, Ashley e Courtney. Courtney, l’olimpionica, dice di aver iniziato a fare ginnastica per essere come la sorella più grande Ashley. Le sorelle Schwikert iniziarono a fare la ginnastica per un ammutinamento collettivo contro la madre, che le voleva tenniste. Dicono di non essere mai state in competizione tra di loro a causa delle diverse età e quindi delle diverse categorie.
O magari saranno come le sorelle Russell: la più giovane, Miranda, ha scelto un college diverso dalla sorella Rehana, il che significa anche gareggiare una contro l’altra. Sono cresciute gareggiando una contro l’altra, afferma Rehana, visto che i loro passatempi includevano gare di verticali in cucina o mettersi in body e fare acrobazie in cortile!

sabato 17 gennaio 2009

La ginnastica è dolorosa...

-DALL’ARCHIVIO DI UNA GINNASTA DA SALOTTO (23 SEPT 2008)-

... Non crediate che non sia vero!

La lista di oggi comprende una serie di citazioni riguardanti gli infortuni e il dolore di uno sport in cui è necessaria un’immensa tenacia e anche conoscere le consequenza dei rischi che una ginnasta decide di correre.

“Fare ginnastica è peggio che essere un ufficiale di Marina. Ci sono più o meno 2000 ufficiali di Marina ma solo 200 ginnaste di alto livello. Forse perchè ci sono bambini che preferiscono avere una vita piuttosto che passare sei ore al giorno a provare elementi che potrebbero ucciderti. Non fatevi ingannare dalle persone in body, quello che le ginnaste fanno fa sembrare gli ufficiali dei deboli. E facciamo tutto quanto senza pistola”
Hailey Graham in Stick It

"È stato un incidente quando mi sono dislocata la prima falange del dito medio al riscaldamento per il volteggio. Sono scesa dai materassini e ho avvertito l’allenatore. È passato del tempo prima che arrivasse il medico, che poi è stato anche inutile visto che non era autorizzato a risolvere il mio problema. Ho ringraziato per aver disgustato mille volte la mia allenatrice con tagli sanguinanti e cose simili. Per essere una così delicata di stomaco, ha fatto una gran cosa a rimettermi a posto il dito. Sono molto orgogliosa di lei!”
Dasha Joura, PerthNow Column.

“La prima cosa che ti insegnano quando impari elementi con fase di volo è come cadere in modo corretto. Non sento alcun dolore durante le gare ma mi viene solo da chiedermi “Come sono arrivata qui? Perchè sono a terra?”
Shayla Worley. International Gymnast. “Mi ha resa più forte. La ginnastica mi ha preparato per la vita reale. Tutto accade per una ragione”
Annia Hatch sulla rottura dei legamenti crociati. Baltimore Sun.

“Dopo l’infortunio al ginocchio, a nessuno interessava come stessi; volevano solo che tornassi alla ginnastica per vincere altre medaglie per il paese”
Lavinia Agache, International Gymast

“La prima caduta stupida che uno fa è quella che poi ti farà decidere se continuare o no con la ginnastica. E la maggior parte delle volte accade in trave. È difficile che una giovane ginnasta faccia la prima caduta stupida alle parallele perchè non fa ancora elementi difficili, mentre alla trave si può cadere su qualsiasi cosa. Io stavo solo camminando sulla trave! Dopo, o trovi il coraggio di ripetere l’elemento o non torni più in palestra! Il coraggio è obbligatorio nel nostro sport”
Olivia Vivian (WAIS Blog)
“Questo era un infortunio diverso. Questo mi diceva che ne avevo avuto abbastanza. Per fortuna, non ho avuto un infortunio grave. Era un infortunio che mi diceva che c’era qualcosa di debole nel mio corpo che non dovevo sforzare”
Kim Zemeskal sul suo ritiro per infortunio. International Gymnast.

“Sono stato ad un seminario a Losanna e la ginnastica era classificata come il 17° sport più pericoloso, senza includere gli sport estremi. Inoltre, la salute degli atleti è strettamente legata alla loro capacità di guarire. Non dimentichiamo che in Romania il sonno è stato il solo metodo di guarigione per molto tempo. Più si tiene agli atleti e meno problemi ci saranno a causa della ginnastica”
Octavian Belu, Romanian Gymnastics News

“Ho avuto un trauma grave, quindi sono stata in cura per un po’. Facevo un doppio avanti teso nella buca. Non so cosa è successo perchè di solito sono brava, ma ho mancato il materassino e sono atterrata di testa sul pavimento. Sono rimasta seduta per un po’ e poi mi sono rialzata e ho detto che mi faceva male l’orecchio. Ho iniziato a camminare all’indietro e gli altri mi hanno detto di sedermi, perchè avevo bisogno di un medico”
Krystal Uzelac, International Gymnast

“Nel calcio è sempre un altro giocatore che ti urta, ti strattona. Nella ginnastica, è il pavimento, o la trave, o un’altra parte di qualche attrezzo che si scontra col tuo corpo che precipita verso il suolo da grandi altezze”
Jennifer Sey, Chalked Up

“La ginnastica è molto dolorosa, specialmente per i bambini; è una tortura”
Zhou Hanhua, allenatore cinese

“Ho avuto abbastanza infortuni per tutto il resto della mia vita. In un certo senso mi hanno resa più forte, determinata a far vedere agli altri che un infortunio non può fermarmi. Ogni atleta ha occasione di provare dolore, forse è solo parte dello sport”
Beth Tweddle, Eurosport

“Non ho sentimenti negativi. Ho imparato ad affrontare la realtà dall’inizio. A volte rivedo vecchi video di me a ginnastica e mi sento orgogliosa di essere stata così brava”
Sang Lan sulla sua immobilizzazione. International Herald Tribune.

“nove mesi dopo l’infortunio i dottori mi dissero che avrei dovuto smettere e io dissi no. Voglio provare a gareggiare alle Olimpiadi! Ero certa di poter vincere una medaglia ed ero pronta a fare qualsiasi cosa”
Sylvia Stoescu. Romanian Gymnastics News.

“Piangeva disperata, come se stesse morendo. Il padre e io la accompagnavamo e ci si spezzava il cuore quando si metteva a piangere così”
La madre di Cheng Fei quando assisteva agli allenamenti della figlia piccola

“Ero stupida. Volevo giustificare tutta la fiducia che avevano riposto in me ed essere un’eroina. Quando portavo il gesso ingrassai e dovevo poi dimagrire. Tutto in fretta, ancora una volta. Andavo ad allenamento due ore prima e correvo come una pazza. Iniziava l’allenamento ed ero già stanca, sia fisicamente che psicologicamente”
Elena Mukhina sulla pressione che subiva, che causò il suo infortunio permanente alla colonna vertebrale

“Sapevo che non mi sarei rialzata da sola”
Courtney Kupets sulla diagonale in cui si infortunò al tendine d’Achille

“è la fine della ginnastica, delle Olimpiadi, ti tutto quello che contava per me. Tutto è crollato”
Isabelle Severino agli Europei. International Gymnast

“Con il tendine di Achille, è sottile la linea tra il romperselo e non romperselo!”
Tasha Schwikert

lunedì 29 dicembre 2008

C’è voluto del tempo ma ora mi piacciono

-DALL’ARCHIVIO DI UNA GINNASTA DA SALOTTO (9 SEPT 2008)-

1. Vanessa Ferrari
La prima volta che l’ho vista, non mi piaceva. La sua ginnastica mi sembrava rozza e lei sembrava fatta come un’estintore (e quel body senza maniche le stava terribilmente). E poi era tutta acrobatica. Poi ho guardato e riguardato la gara di Aarhus e, in effetti, si meritava la vittoria.
Prima che qualcuno lo dica, LO SO che è caduta alla trave ma ho deciso che questa cosa di vincere con una caduta con il nuovo Codice è fuori dal mio controllo allo stesso modo di un disastro aereo, quindi respirerò a fondo e cercherò di ricordare a me stessa che in un mondo di ginnastica piatta, lei era la migliore, anche se non mi piace il nuovo sistema. E poi se avesse vinto Miss “Se Quella La Chiami Planche” Jana Bieger avesse vinto, avrei pianto. Non voglio mettermi contro Jana, ma la sua ginnastica non è bella e quella planche che faceva per me era solo una verticale storta.
Oltre a ciò, sto con Vanessa perchè Izbasa, Dikes e Joura non erano per niente pronte a una vittoria del genere (non ancora). Nastia aveva male al piede e Ashley Priess aveva fatto quel pasticcio al corpo libero, quindi erano entrambe fuori dai giochi.
Non mi piace la forma di Vanessa e, se vogliamo proprio guardare i dettagli, nemmeno la sua frangia, ma devo ammettere che il suo corpo libero era stupendo e meritevole di vincere.


2. Maria Olaru
Forse non mi è mai dispiaciuta la Olaru, ma nemmeno ci ho mai pensato troppo. Poi l’ho vista premiare dalla Federazione rumena e ho pensato che fosse una persona interessante, il che mi ha portato a leggere un’intervista sulla sua vita oggi, il che invece mi ha portato a riguardare la sua ginnastica. Forse quello che mi piace di più è la sua abilità di all-arounder e tutta l’acrobatica che riusciva a fare nonostante la sua altezza.



3. Shannon Miller
Il mio problema con la Miller era che, da australiana, non ne potevo più di sentirne parlare ancora prima di vederla. E devo ammettere che allora ero contro il successo di un’americana. Poi sono comparse su Youtube delle vecchie gare e ho iniziato ad apprezzarla. Era aggraziata e leggera, ma molto potente. E nonostante quello che le persone dicevano, non era un robot agli ordini degli allenatori. Le si leggeva in faccia che desiderava vincere, e tanto.



4. Elena Zamolodchikova
Non mi è mai piaciuta la sua ginnastica, nemmeno un pochino. Ok per volteggio ed acrobatica, ma il resto? Per favore. Forma imprecisa, trave ad una velocità ridicola e la grazia di un’ostrica nelle coreografie. La sua vittoria al corpo libero a Sydney è stata forte e ammetto di aver quasi pianto per lei quando ho visto che nè il suo allenatore nè la Khorkina festeggiavano con lei.
Ma dopo, mi sono rattristata per la sua lenta discesa davanti agli occhi del pubblico. Tutti avevano nostalgia dello stile della Regina Khorkina, l’ultima ginnasta sovietica, ma in realtà era Zamo. Non gareggiava solo per il suo paese e la sua squadra, era un’impiegata. Se avevano bisogno di lei, lei gareggiava – e continuavano a metterla in squadra no? Ammiro la sua dedizione totale per la squadra negli ultimi anni, quando cercava di trovare la sua strada dopo la fine della supremazia russa nel mondo ginnico anche quando divenne chiaro che, individualmente, non era più la ginnasta di una volta.

5. Chellsie Memmel
Ho iniziato a sentir parlare di Chellsie quando ancora cercavo di farmi una ragione del potere americano nella ginnastica. All’inizio non mi piaceva. Poi, con gli anni, ho iniziato non solo ad ammirarla come persona, ma ad amare il suo lavoro. Adesso è la mia ginnasta americana preferita di tutti i tempi. Aveva un nonsochè di speciale, nell’acrobatica e alla trave. Potente, precisa e, nonostante fosse un pochino più grossa delle altre, aveva una forma favolosa. Le punte erano quasi sempre tirate e le sue aperture perfette.
Poi mi piaceva come, durante le gare, era sempre decisa e determinata (a volte faceva quasi paura) e poi dopo la gara, durante le interviste, era così dolce e sorridente.
Ho iniziato ad adorare anche tutte quelle volte in cui credevo che non ci sarebbe più stata, lei tornava indietro con ancora più forza.
Quando l’ho rivista ai Nazionali e poi verso le Olimpiadi ero sconvolta dal modo in cui ha ripreso da dove aveva lasciato. E poi, tragedia! Mi ero appena ripresa dallo spavento al campo di allenamento quando ho sentito dell’infortunio alla caviglia. Ero più che triste per lei. Lei più di tutte si meritava di gareggiare, più della Sacramone. Anche se ora è finita, spero si ritiri per il suo corpo, ma dall’altro lato vorrei continuasse per sempre.

6. Daria Joura
All’inizio pensavo fosse una tizia insignificante con un bel sorriso che faceva un saluto originale, ma poi è maturata diventando una delle migliori ginnaste che l’Australia ha mai avuto e ha iniziato a piacermi, lei e i suoi splendidi esercizi al corpo libero. Mi si è spezzato il cuore per lei a Pechino, con quell’infortunio, poverina! È quasi sicuro che non sarà a Londra, ma chi può dirlo?

lunedì 1 dicembre 2008

E il podio per la migliore ginnasta australiana va a...



ORO

Ebbene, Dasha Joura è la vincitrice del sondaggio sulla migliore ginnasta australiana. Come se nessuno se lo aspettasse! Figuriamoci! Giovane, una meraviglia, un’incantatrice piena di talento. Vince anche in popolarità. Ha portato una ventata di novità nel corso dello scorso quadriennio e credo si possa affermare che si tratta della prima ginnasta australiana ad essere riconosciuta internazionalmente. Può piacere o meno, ma tutti si ricordano di lei. Giudici compresi.

È fantastica nell’all-around, con esercizi particolarmente significativi al corpo libero e alle parallele. È davvero un peccato che non abbia potuto competere per un bronzo a Pechino. Il suo esercizio a corpo libero è stato commentato all'infinito su Youtube. E i suoi articoli su Perth Now di quest’anno ci hanno dato ancora un’altra ragione per apprezzarla.

Spero che continui con la ginnastica ancora per un paio d'anni.



ARGENTO


Al secondo posto, un’altra australiana dai capelli rosso fuoco di rosa vestita. Allana Slater, una delle ginnaste australiane più eleganti, ora impegnata nel tiro a volo, si accaparra la medaglia d'argento.

La Slater è stata una ginnasta stupenda. Si muoveva in maniera meravigliosa e il suo corpo libero e trave erano di livello internazionale. E quando arrivò sulla scena, si trattava di qualcosa di speciale per una ginnasta australiana. Inoltre, Allana debuttò quando tutti gli sforzi della squadra australiana stavano per ripagare: per la prima volta, la squadra ottenne la medaglia d’oro di squadra ai Commonwealth Games a Kuala Lumpur (Allana vinse anche qualche altra medaglia individuale) e si piazzò al quinto posto ai Mondiali 1999.

Ebbe una carriera di successo anche successivamente, mentre altre intorno a lei si ritiravano, lasciandola sola a vincere il primo oro australiano in una Coppa del Mondo e poi anche il secondo, oltre che a gareggiare ad Anaheim, dove la squadra arrivò terza e lei si qualificò per gareggiare alla trave alle Olimpiadi di Atene.

Questa ragazza aveva molto talento, ma quello che in realtà penso fosse così grandioso era la sua stupenda coreografia e l'eleganza con cui lei la eseguiva ogni volta. Una meraviglia.


BRONZO

Troviamo al terzo posto del nostro sondaggio Hollie Dykes, recentemente ritirata. Il suo ritiro dalla ginnastica è stata una perdita enorme sia per la ginnastica che per gli amanti dello sport, me inclusa. Era una ginnasta stupenda, con un sacco di talento e bellissime linee. Ricordate ai Pacific Alliance Championships quando Elfi Schlegel e compagnia impazzivano per Hollie? Come al solito stavano esagerando un pochino, ma in unn certo senso avevano ragione. Aveva una presenza scenica tale da non poter staccare gli occhi dai suoi esercizi. Inoltre, abbinava alla qualità anche la difficoltà.

Ma quello che ho sempre pensato è che, a parte il suo talento grezzo, non era abbastanza forte psicologicamente per farcela. Ricordate i Commonwealth Games a Melbourne? Ricordate che l’all-around avrebbe dovuto vincerlo lei, ma semplicemente non ce la faceva? Deprimente.

Pazienza, era veramente bella da vedere e ne sento la mancanza, come molte altre persone.