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Ciao a tutti e benvenuti su Una Ginnasta da Salotto!

Questo blog è la traduzione di The Couch Gymnast, blog sulla ginnastica internazionale.

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martedì 17 marzo 2009

Non vorrei mai...

... Essere guardata così!

La Guida di Una Ginnasta da Salotto agli Sguardi Assassini nella Ginnastica!

Irina Yarotska sarà anche piccolina, ma ti guarda come se potesse sbranarti!

Tutti abbiamo presente lo sguardo di Nastia, ma qui i paracalli e la maglia la fanno sembrare ancora più inquietante. Sembra Mike Tyson nell’angolo tra un round e l’altro.
La madre ha perfettamente ragione. Ecco a voi la Dennis Rodman della ginnastica.

L’unica ginnasta che riesca a terrorizzarmi.

La Regina era una maestra negli sguardi assassini. Faceva scappare i materassini solo con lo sguardo.

E guardate un po’ chi ha preso lezioni dalla Regina!
Nastia qui dimostra che ha qualcos’altro di russo, oltre che i geni... E anche che non ha bisogno di accessori per fare paura.

Pazza? Triste? Che succede Tati? Ti hanno fatto truccare gli occhi? O è quell body che ti hanno messo? O forse la frangia? O forse il fatto che tutte queste cose insieme ti facciano sembrare un piccolo struzzo arrabbiato?
Sembra che qui l’allenatore della Furnon stia cercando di evitare che salti sulle pdana e ammazzi qualcuno.
Cata non è felice, anche se probabilmente la Federazione Rumena direbbe che si tratta solo di sindrome premestruale (vedi post http//italiancouchgymnast.blogspot.com/2009/01/la-pecora-nera-di-deva.html).
Ho sprecato così tanto tempo a pubblicizzarla come la Regina dei Body Assurdi da dimenticare di parlare invece del suo ridicolo sguardo alla Streetfighter: “Ti ucciderò a mani nude”.

Oh Chellsie. Basta con questo grugno. Mi fai paura. Mi piaci ma mi fai paura
Brandy Johnson, la nonna degli sguardi assassini statunitensi.
Annoiata o stronza? Annoiata e stronza? Non l’ho mai capito.

Ecco qui la ragazza che mette tutti K.O.
Ma niente è così impressionante come lo sguardo assassino di massa della squadra degli USA

lunedì 2 febbraio 2009

Qualche regola per la sicurezza

Cosa non fare con gli attrezzi

UNA GINNASTA DA SALOTTO VI SUGGERISCE LE COSE DA NON FARE ALLENANDOSI AI VARI ATTREZZI


Dimenticare il body (Tasha Schwikert)

Scrivere “Octavian ti odio” sul cavallo mentre nessuno vi guarda (Simona Amanar)

Usare le compagne di squadra quando non c’è nessuna trave libera

Fare volteggio insieme ad altre compagne (Van de Leur)

Dimenticarsi di piazzare il cavallo (Allana Slater)

Usare un cavallo vero (Maria Olaru)

Salire sulle parallele prima di imparare a camminare (Dominique Dawes)
Vedere se la permanente regge dopo l’allenamento (Dasha Joura)


Far lavorare vostra sorella più piccola al vostro posto (Beth Tweddle)


Non ubriacarsi prima dell’allenamento (Anna Pavlova)

Giocare a cavalluccio con la trave (Svetlana Khorkina)


E di sicuro… non addormentarsi!! (Daria Zgoba e Irina Krasnyanska)

Le cerimonie di premiazione (e una confessione)

Titolo: Una Ginnasta da Salotto si butta in un altro sport!

Ragazzi, devo ammettere che ho un po’ trascurato la ginnastica negli ultimi tempi, e devo ammettere che non è solo perchè non potevo accedere a internet (cosa, comunque, vera). Sono stata infedele.
Ma davvero, uno cerca di non farsi risucchiare dal tennis durante l’Australian Open anche se praticamente lo disputano qui davanti a casa, e I giornali e la tv e la gente non fa altro che parlarne e tutte le partite davanti agli occhi ti implorano di essere guardate distraendoti da compiti, faccende domestiche e dal tuo vero amore, il blog sulla ginnastica. È davvero complicato non cedere alla tentazione!
Ma non sto scrivendo tutto questo solo per confessarvi una debolezza e il mio comportamente da traditrice (anche se ho addirittura rifiutato un turno al lavoro perchè non volevo perdermi William e Safina alle finali!), ma anche perchè ho notato una certa cosa. Si tratta della cerimonia di premiazione.

Così ieri vagavo su Youtube per vedere qualcosa del tennis di Pechino e capisco che le star del tennis non partecipino sempre alle Olimpiadi perchè non fanno parte del WTA a cui partecipano tutto l’anno nè di tutti quegli eventi tennistici che fanno guadagnare miliardi. Va bene. A differenza della ginnastica, le Olimpiadi non so importanti per il tennis.
Ma a Pechino c’erano molti tennisti importanti e quindi mi chiedevo: cosa è cambiato? Ma forse questa è una domanda per il blog sul tennis che potrei aprire il prossimo anno quando mi dimenticherò di comprare i biglietti per il prossimo Open e passerò tutto il tempo davanti alla tv a guardarlo!

Ma comunque, cari appassionati di ginnastica, c’è un motivo se vi parlo di tutto questo, e riguarda la ginnastica!! Su Youtube ho visto qualche cerimonia di premiazione del tennis e sono stata colpita da un paio di cose.
La prima: il podio dei singoli di Pechino somigliava ad un podio della ginnastica degli anni settanta o ottanta. Un bel po’ di russe e rumene all’epoca no?
E inoltre mi è sembrato che le tenniste non sapessero per niente come comportarsi alla premiazione, forse perchè non la fanno molto spesso. Di solito ricevono una coppa enorme sul campo alla fine della partita e un assegno ancora più enorme dopo!
Però non capisco lo stesso. Ho visto talmente tante premiazioni come fan della ginnastica che se avessero bisogno di una sostituta per Nastia sul podio riuscirei a uscire fuori in tempo, non mi toccherei troppo il body, saprei come ricevere I fiori, stringere le mani e sembrare aggraziata come una scimmietta ammaestrata!
Ma evidentemente non è così per tutti, per esempio per le tenniste russe. Sia la Zvonareva e la Safina tenevano le mani in tasca come teenagers. Dementieva portava i pantaloni tutti arrotolati come una ragazzina del liceo e Zvonareva ha persino tentato di salire immediatamente sul podio senza aspettare gli annunci (ma anche Federer e gli altri del doppio ci hanno provato) ed è stata trascinata giù da una hostess cinese supersorridente.
Tutto questo è stato molto divertente e mi sono chiesta se per caso le ginnaste non vengano istruite anche sulla cerimonia di premiazione, con la loro uscita composta, mezzo giro all’altra parte del pubblico e sventolamento dei fiori. Sembra che sappiano sempre cosa devono fare. Forse potrebbero allenare le tenniste.
MA la cosa che mi ha stupito di più è che quando ognuna veniva chiamata sul podio, saliva sul gradino senza nemmeno stringere le mani alle altre. E la prima cosa che ho pensato è stata: che maleducate. Sono così abituata a vedere le ginnaste che stringono le mani di tutti o si danno i baci sulla guancia prima di salire al loro posto. E poi di solito posano tutte quante sul gradino più alto e salutano la folla. Non ho visto niente di tutto questo nella cerimonia del tennis (anche se Venus Williams nel 2000 diede un piccolo abbraccio sia alla Seles che alla Dementieva prima di salire sul podio, quando ancora la medaglia d’oro veniva chiamata per prima). Anche le tenniste russe, che uno pensa sarebbero entusiaste di avere un pubblico in adorazione davanti, se ne stavano lì tutte imbarazzate a farsi fotografare con le medaglie dai giornalisti.
Non è solo il non sapere come comportarsi che mi ha colpito, la l’assenza delle congratulazioni. Ma poi ho pensato: forse non è solo il tennis, ma è così in tutti gli sport?


Così mi sono calata nella parte di blogger investigatrice e ho cercato altre premiazioni su Youtube, cosa non facile.
Ed ecco quindi pattinatori che si congratulano l’uno con l’altro, e persino i giocatori di tennistavolo! Quelli dell’atletica non fanno la sfilata nè si stringono le mani, e nemmeno quelli del judo o dell’atletica leggera. Alcuni nuotatori lo fanno, altri no. Ci sono stati momenti molto carini e spontanei, come quando Cathy Freeman confortò la donna giamaicana che aveva vinto l’argento nei 400 metri a Sydney che proprio non se lo aspettava, ma in generale mancano le congratulazioni mielose e tutti i vari rituali della ginnastica. Fino ad oggi, non avevo idea che fosse una cosa esclusiva della ginnastica comunque.

Quando mai sarà iniziato questo rituale? Magari tutti gli sport lo facevano prima, ma poi è scomparso. A volte penso che sia bello che ogni ginnasta si deve congratulare con le altre prima di celebrare la propria vittoria e di sicuro è una bella cerimonia, con tutte le atlete che marciano insieme verso il podio. Mi sembra un atteggiamento molto sportivo, che forse manca in altre cerimonie che ho visto.
D’altra parte, però, si perde un po’ la spontaneità del momento. Non é tutto così automatico e ritualizzato che le emozioni del momento si perdono? Forse no. Ma di sicuro, quando penso alle premiazioni, mi vengono in mente le strette di mano e i fiori. Ed ecco qui una lista dei momenti migliori nelle cerimonie di premiazione.

1. Le ragazze russe che si tolgono la medaglia d’argento. Ok, forse è stato poco sportivo, ma le adoravo! Così fiere e russe!
2. Kerry Strug portata sul podio in braccio, che momento! Sembra che lei non si ricordi più di nessuna delle cerimonie adesso, ma chi può dimenticare la folla festante davanti alla sua meravigliosa esecuzione da infortunata.
3. La folla brasiliana che fischia la squadra americana ai Giochi Panamericani del 2007. Ci sono state molte lamentele in seguito, io ho solo pensato che si trattasse di un modo diverso di intendere lo sport. Però, fischiare? Forse era un po’ troppo.
4. Nastia a Pechino. Mi ha colpito vederla così presa dall’emozioni, la mano sul petto, le lacrime, mentre le porgevano la medaglia dell’AA. Così adorabile e... umana.

5. Il sorriso di Gina Gogean per la medaglia d’oro ai Mondiali 1997. Che sorpresa.

6. Khorkina che consegna le medaglie alla Moscow Cup del 2008 a Semenova, PanPan e Zgoba. Vedere le loro faccine illuminarsi quando hanno sentito il suo nome è stato troppo forte... Come vedere la Zgoba che bisbgliava qualcosa alla Semenova mentre lei cercava di fare la brava bambina e guardare avanti senza rispondere!

7. Le tre leggende, Korbut, Comaneci e Ungureanu sul podio per la trave a Montreal. È stato interessante vedere sentire la folla applaudire per il punteggio della Comaneci e poi applaudire anche più forte per l’effervescente Korbut con l’argento, segno della sua enorme popolarità.

8. Oksana Omelianchik ed Elena Shushanova che salgono sul gradino più alto del podio insieme nel 1985 a Montreal, ridacchiando come per dire “Eh eh eh, qui di nuovo insieme. Che ridere!”. Grandiose!

9. Dina Kochetkova che bacia tutte le ragazze tranne Dominique Moceanu ai Mondiali del 1995. Strano. Non capisco se ha pensato che le americane non avessero l’usanza dei baci sulla guancia come le europee, se si è sbagliata o se non voleva proprio! Molto bizzarro.
10. Khorkina che fa la scema alla premiazione di Atene 2004, soprattutto quando è scoppiata a ridere in faccia alla Ziganshina dopo averla vista con la corona di alloro in testa che davano a tutte le atlete.

sabato 24 gennaio 2009

Quando lo sport è una cosa di famiglia

-DALL’ARCHIVIO DI UNA GINNASTA DA SALOTTO (14 OTT 2008)-

Nella mia famiglia erano tutti o nuotatori o corridori. I miei vicini di casa da piccoli giocavano a netball o basket. Poi ci sono le famiglie di ginnasti, vedi la famiglia Liukin. Ma dev’essere davvero una rarità quando due persone della stessa famiglia sono campioni dello stesso sport! Beh... Non così raro come sembra! Ecco una lista di sorelle con carriere ginniche di successo.
Le sorelle Khorkina
Yulia Khorkina è ovviamente la sorella della Regina Khorkina, il che deve essere stato un bel fardello da portarsi dietro! È più giovane di Svetlana di tre anni e ha le stesse linee lunghe e forma elegante della sorella, ragione per cui i suoi allenatori le hanno dato coreografie ed esercizi simili alla sorella. È un po’ fastidioso comunque vedere questa ginnasta simile ma non uguale gareggiare con gli stessi esercizi di Sveta, ma senza la sua stessa precisione.
Yulia ha appoggiato la carriera della sorella, persino andando a Sydney per tirarla su dopo le disastrose finali AA. In pure stile Svetlana, sono andate insieme dal parrucchiere e dalla manicure e hanno visitato l’aquario di Sydney con degli amici, per cercare di cancellare l’orrore del giorno prima dalla mente di Sveta e prepararla alle finali per attrezzo.
Yulia non era male come ginnasta e ha partecipato ai nazionali russi e a qualche gara internazionale. Agli WOGA Classic del 2004, ha gareggiato contro Monette Russo e Holly Vise, arrivando ottava nell’AA. Eseguì al corpo libero l’esercizio di tre anni prima della sorella. Disse ai giornalisti “Come in tutte le cose quando si ha una sorella più grande, me l’ha passato”. Beh, meglio questo che i suoi jeans strappati e fuori moda o i libri scolastici!
Nel 2005, quando il mondo seppe della gravidanza di Sveta, le due sorelle andarono insieme negli Stati Uniti ad insegnare ginnastica ai bambini di varie società.



Le sorelle Hindermann
Marie-Sophie Hindermann è una delle ginnaste tedesche di maggior successo degli ultimi anni. È stranamente alta per una ginnasta (1.70m), persino più della Khorkina, e il suo primo successo risale agli Europei junior del 2006 a Volos, quando vinse l’argento al volteggio e il bronzo alle parallele. Giulia è la sorella più piccola ed è entrata nella squadra junior tedesca quest’anno. Come Marie-Sophie, ha linee molto lunghe e begli esercizi alle parallele, Stalder compresi.
Le sorelle Joura
Il talento non finisce con Daria: Natalia è la sorella più piccola, anche lei ginnasta di successo negli ultimi tempi, prova che crescere in una palestra è un vantaggio per la carriera. Mentre Dasha vinceva l’AA senior nel 2008 ai campionati australiani a Melbourne, Natalia vinceva invece l’AA al Level Ten International, più un oro alle parallele, argento al corpo libero e bronzo al volteggio nelle finali per attrezzo. Con un po’ di fortuna potremo vederle gareggiare nella stessa squadra nei prossimi anni.
Le sorelle Yurkina
Olga e Yulia Yurkina sono gemelle. Nate il 20 settembre 1979, hanno gareggiato per la Bielorussia nei primi anni di indipendenza dello stato. Iniziarono nel 1992 ai Campionati Europei ed entrambe parteciparono ai Mondiali con la squadra, prima di ritirarsi nel 1997. Olga ebbe la carriera migliore, arrivando alle Olimpiadi del 1996 e piazzandosi sesta con la sua squadra.
Negli anni seguenti, le ragazze parteciparono ad alcuni spettacoli negli Stati Uniti, tra cui uno al Sea World con Svetlana Baitova, prima di diventare allenatrici. Da vere gemelle, finirono per allenare nella stessa società ed entrambe sposarono uomini bielorussi (si diceva che Olga fosse uscita persino con il famoso ginnasta Ivan Ivankov!).
Le sorelle Huci
Una delle storie più tristi arriva ovviamente dalla Romania: ecco a voi le sorelle Huci. Ana Maria era già una ginnasta di successo, quando la sorella Alexandra volle seguirne i passi. La madre diceva di dover togliere qualsiasi cosa fragile dal soggiorno per salvarla dalle piroette e dai salti delle sorelle.
Quando Ana Maria iniziò ad allenarsi a Deva, dovevano portare via Alexandra di peso perchè voleva essere lì anche lei. La sua prima allenatrice, Lucia Musstat, disse che aveva visto un grande talento e determinazione in Alexandra fin dall’inizio. Anche Alexandra alla fine arrivò a Deva, vincendo i nazionali all’età di 11 anni nella sua categoria.
Purtroppo, Alexandra collassò durante un allenamento a causa di un problema congenito, cadde in coma e morì pochi giorni dopo all’ospedale di Timisoara. All’epoca, Ana Maria si era già ritirata da un anno a causa di un infortunio alla schiena, ma era rimasta a studiare a Deva. Poichè stava sostenendo degli esami, i suoi genitori non le dissero subito cosa era successo alla sorella. Il funerale fu rimandato al sabato della settimana in cui morì, così che la povera Ana Maria potesse finire gli esami e poi parteciparvi.
Le sorelle Mackie
I Mackie sono una famiglia devota alla ginnastica: erano ginnasti i genitori; il fratello grande Owen ha gareggiato ai nazionali canadesi due volte; ecco poi Gael e Charlotte. La prima, una delle ginnaste migliori del Canada, ha partecipato con successo a diverse gare internazionali e di Coppa del Mondo. Ha poi partecipato alle Olimpiadi di Atene ed è diventata ginnasta per la squadra dell’Università dello Utah. La sorella Charlotte segue le sue orme, piazzandosi prima nell’AA ad una gara ai nazionali canadesi come fece Gael. È stata poi quarta ai nazionali junior e sembra essere in lizza per il 2012. Tenendo le dita incrociate, con tutti i nuovi talenti canadesi, si qualificheranno anche come squadra. Charlotte dice che la sorella Gael è una delle sue ginnaste preferite.

Sorelle all’università
Chissà, magari Charlotte continuerà la sua carriera all’università, seguendo la tradizione delle Schwikerts, Tasha e Jordan, e delle Kupets, Ashley e Courtney. Courtney, l’olimpionica, dice di aver iniziato a fare ginnastica per essere come la sorella più grande Ashley. Le sorelle Schwikert iniziarono a fare la ginnastica per un ammutinamento collettivo contro la madre, che le voleva tenniste. Dicono di non essere mai state in competizione tra di loro a causa delle diverse età e quindi delle diverse categorie.
O magari saranno come le sorelle Russell: la più giovane, Miranda, ha scelto un college diverso dalla sorella Rehana, il che significa anche gareggiare una contro l’altra. Sono cresciute gareggiando una contro l’altra, afferma Rehana, visto che i loro passatempi includevano gare di verticali in cucina o mettersi in body e fare acrobazie in cortile!

martedì 30 dicembre 2008

Chi ha messo un po’ di arte nella ginnastica artistica

-DALL’ARCHIVIO DI UNA GINNASTA DA SALOTTO (10 SEPT 2008)-

Questa lista è dedicate alle ginnaste che sono riuscite a mettere qualcosina tra una diagonale e l’altra!
Le danzatrici
Lilia Podkopayeva è la numero uno per me, era trooooppo brava al corpo libero. Faceva dei fouettes da impazzire! Per chi non sapesse di cosa parlo, si tratta di pirouettes che ha piazzato nel suo esercizio al corpo libero da oro, con una gamba che si alza e si piega al ginocchio mentre ruota. Sono elementi chiave nella danza classica e in un particolare balletto, mi sembra Il Lago dei Cigni o La Bella Addormentata, la prima ballerina ne fa una serie di trentadue di fila! Il pubblico usa contarli per assicurarsi che li completi tutti di solito! Anche le più grandi ballerine, come Fonteyn o Guillem, pregavano di arrivare alla fine senza perdere l’equilibrio o sbagliarli... E Lilia ne faceva un po’ senza scarpette da punta e sui materassini. Grande.


Anna Pavs dovrebbe ricevere una medaglia per essere stata l’unica a portare un po’ di grazie ed eleganza al corpo libero di Pechino 2008. L’unica ad avvicinarsi è stata Nastia Liukin, ma questo l’hanno già detto tutti. Nastia è una grande ballerina.


Khorky la Regina è sempre stata molto brava, anche se ho sempre pensato che giocasse più con le pose che con la danza. Pose molto eleganti e poi, Madonna lo ha fatto per anni, quindi...! Sua Altezza conquista anche punti per piazzare della coreografia per camuffare arrivi imprecisi. Se non sei bravo, usa l’intelligenza almeno.



Le impertinenti

Dasha Joura vince il premio per la ragazzina impertinente per il 2006, 2007 e 2008. Il suo esercizio al corpo libero ti strega, non mi stanco mai di vederlo. Oltretutto, una delle musiche migliori.
E parlando di ragazzine impertinenti, ecco che arriva Tasha Schwikert, decisamente parte della categoria. Mi piaceva un sacco il suo corpo libero (non mi ricordo l’anno, ma ricordo che il commentatore continuava a parlare sopra il suo esercizio, azzerando le nostre chances di godercelo parlando poi di altre ginnaste).

Quelle carine

Mo Huilan. Dimenticatevi di Jiang Yuyuan. Mo era la cinese più carina, con quella musica della macchina da scrivere nel 1995. Adorabile quando sventolava le braccia e saltellava dappertutto sulla pedana.

Lavinia Milosovici. Il suo esercizio perfetto del 1992 (?) è stata l’unica occasione in cui mi è sembrata carina. A me non sembrava perfetto per i salti con le ginocchia divaricate, ma era carino, divertente e molto vicino alla perfezione!

Oksana Omelianchik. La punta di diamante del sistema sovietico che produceva piccoli cherubini saltellanti con quel tipo di coreografia che fa sorridere i giudici davanti ad un esercizio accattivante (vi invito a guardare il video su Youtube se non ci credete). L’esercizio con la musica degli uccellini era incredibile per l’acrobatica innovativa per il suo tempo ma anche per la coreografia stupenda.



La classe non è acqua
Ludmilla Tourischeva. La regina dell’eleganza del suo tempo, l’inventrice degli esercizi eleganti al corpo libero. Triste vederla sconfitta da un esercito di piccoline, ma non mi lamento visto che le piccoline hanno portato una ginnastica entusiasmante.

Henrietta Onodi. Non si poteva non guararla, minuscola e giovane, ma con la presenza e maestosità di una ginnasta molto matura. Coreografie eccezionali. Triste vederla vincere l’argento a Barcellona dietro al Dieci della Milosovici. Era stata grandiosa.

Isabelle Severino. Aveva più presenza lei di tutta la squadra rumena insieme. No, un attimo, questo non è troppo difficile al momento. Volevo dire di tutta la squadra cinese. No, la squadra italiana. Vabbè, non so, però è brava al corpo libero, lo fa quasi sembrare facile. E questo non lo si può dire tanto spesso.

Le innovatrici


Camilla Voinea. Come dimenticare la rumena che ha fatto la breakdance? Fantastica!
Sveta Boginskaya. La-migliore-di-sempre.

Zammo. Ha messo il moon walk nel suo esercizio!! Non ho mai riso tanto come ai mondiali del 2005. Era già doloroso quando provava a ballare... Ma almeno era diversa dagli altri, bisogna riconoscerlo!