Benvenuti!

Ciao a tutti e benvenuti su Una Ginnasta da Salotto!

Questo blog è la traduzione di The Couch Gymnast, blog sulla ginnastica internazionale.

venerdì 6 febbraio 2009

La verticale del giorno


George Nissen, inventore del trampolino (immaginate quanto poco ci saremmo divertiti nella vita se non ci fosse stato lui) riesce ancora a stare a testa in giù all’età di 84 anni. Costruì il primo trampolino usando dei copertoni prima di arrivare all’idea delle molle!

La vendetta è un piatto che va servito freddo

Le ginnaste dell’Alabama ci mostrano le loro code di cavallo

La Giornata dei Capelli

All’inizio avevo pubblicato un post sulle acconciature nella ginnastica. Vagando per la Rete in cerca di nuovi spunti sull’argomento, mi sono imbattuta in un articolo su una società che si chiama Knightdale Academy of Gymnastics a Raleigh, North Carolina, che ogni anno organizza una gara chiamata La Giornata dei Capelli.

Cosa?? Tutto cominciò quando gli allenatori, nonostante mille raccomandazioni a genitori e ginnaste su come pettinarsi, si stancarono di vedere arrivare alle gare ginnaste con i capelli disordinati o semplicemente non appropriati alla situazione. Così decisero di passare al contrattacco.

Un giorno gli allenatori si presentarono ad una gara con i capelli tirati su in piccole crocchie su tutta la testa, come se tutto fosse perfettamente normale. In questo modo le ragazze capirono come i loro allenatori si sentissero, imbarazzate dalle pettinature ridicole che si erano fatti.

Così, per farsi qualche risata, la società ha deciso di organizzare ogni anno la gara La Giornata dei Capelli, alla quale allenatori e ginnaste si presentano a gareggiare con le pettinature più bizzare che riescono a inventare. Persino i giudici partecipano! Vengono assegnati premi sia per la ginnastica che per i capelli. Sembra divertente.


Le ginnaste della KAG con pettinature normali!

mercoledì 4 febbraio 2009

Vi ricordate?

L’inaspettato cambio di programma rumeno del 1981

È tristemente noto che la Federazione rumena si comportasse in maniera un po’ disonesta una volta. Falsificare l’età delle atlete era all’ordine del giorno secondo molte ginnaste degli anni divenute famose negli settanta e ottanta, l’epoca d’oro della fabbrica di ginnaste rumena. In poche parole, quando si trattava di far partecipare una mini ginnasta con un sacco di talento (e sembrava che non le finissero mai), falsificare il passaporto non era un problema per i Potenti della ginnastica nella terra di Nadia.

La squadra rumena del 1984

Ma non era l’unico mezzo utilizzato per piazzare le ragazze, o bambine, in gare importanti… o anche gare minori. Non si facevano problemi nemmeno con lo scambio di identità, come Bart Connor scoprì durante un tour negli anni ottanta. All’inizio del 1981, Ekaterina Szabo avrebbe apparentemente partecipato alla gara Los Angeles International Gymnastic Classic, alla quale Bart era presente. Ekate, allora soprannominata “la nuova Nadia” (un nomignolo che generalmente causa un ritiro prematuro della ginnasta a cui viene affibiato, diventando quindi più una minaccia che una promessa), era proprio una delle stelle che i fan si aspettavano di vedere.
Secondo quelli che all’epoca erano informati sui fatti, Ekaterina andò davvero in America, cosa che fece felice la folla, ansiosa di avere un nuovo idolo post Olga e Nadia. Si attendevano grandi nomi e nuovi talenti dalla Romania.

La ragazza che tutti aspettavano

Più avanti lo stesso anni, però, ad uno spettacolo del tour delle ginnaste rumene, Bart Connor (forse una specie di Ned Flanders, ma meno rompiscatole) si rese conto che una nuova ginnasta, Lavinia Agache, era la stessa che in precedenza quell’anno era stata presentata come Ekaterina Szabo. Inutile dire che ci furono delle proteste.

La ragazza che gareggiò (centro)

Non lo trovo particolarmente sorprendente, comunque. La parte migliore fu che quando fu richiesta una spiegazione alla Federazione: affermarono che un’altra ginnasta avrebbe dovuto presentarsi alla gara, Cristina Grigoras. Non potè invece partecipare per qualche ragione che non riuscirono a spiegare (forse portava ancora il pannolone e non volevano portarla così lontano), quindi sostituirla con la Agache.

Ma questo non spiega come mai sia gli organizzatori della gara sia gli annunciatori aspettassero Ekaterina, invece che una delle due ginnaste, o perché non ci fosse stato alcun annuncio pubblico del cambiamento di programma. Tra l’altro, nessuno alla Federazione menzionò la Szabo.

La ragazza che non era da nessuna parte (Grigoras)

È difficile capire se la Federazione avesse troppe attività losche in ballo da dimenticarsi chi avevano scambiato con chi e si fossero completamente confusi (cosa che capita quando si cade in un mare di bugie) oppure se questa risposta inconcludente avesse il solo scopo di sorprendere gli organizzatori americani a tal punto da farli demordere, così che la Federazione potesse tornare alle loro attività creative, come creazione di passaporti falsi e ricerche per la nuova Nadia nella corsia della maternità del più vicino ospedale.

Per fortuna, sia la Szabo che la Agache, innocenti spettatrici di tutto il casino, ebbero poi molto successo nei primi anni ottanta. La Agache vinse tre medaglie ai Mondiali del 1983 e la Szabo quattro medaglie d’oro alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984, perdendo di poco l’AA dietro a Mary Lou Retton. La Agache non gareggiò molto bene in questa occasione, portando a casa solo un bronzo al volteggio e un oro di squadra.

Sembra però che la Agache, sempre secondo il principio rumeno che dice che le regole della FIG sono in realtà solo suggerimenti, fu costretta ad assumere medicinali per il jet lag e le vertigini che le causarono in realtà un permanente senso di stordimento, ai danni della performance in gara. Ecco che tutto si spiega.

Inoltre, la Agache afferma anche che il suo anno di nascita fu falsificato, in modo che potesse gareggiare ai Mondiali del 1983.

Szabo in trave a Los Angeles

La misteriosa Cristina Grigoras, che scomparve praticamente per i due anni ad un inizio promettente, tornò sulla scena nel 1984, come membro della squadra iridata con Szabo e Agache, ma senza vincere nessuna medaglia individuale.

Agache (che qui non sembra troppo stordita) al corpo libero

Forse non c’è niente di sorprendente in tutto ciò, ma io lo trovo piuttosto divertente. Solo che adesso sono davvero curiosa di sapere dove cavolo è stata la Grigoras per tutto il tempo! Forse era infortunata, ma considerando la reputazione dei rumeni all’epoca è possibile che l’avessero congelata per non farla scadere prima delle Olimpiadi. Chi lo sa, tutto è possibile.

lunedì 2 febbraio 2009

Qualche regola per la sicurezza

Cosa non fare con gli attrezzi

UNA GINNASTA DA SALOTTO VI SUGGERISCE LE COSE DA NON FARE ALLENANDOSI AI VARI ATTREZZI


Dimenticare il body (Tasha Schwikert)

Scrivere “Octavian ti odio” sul cavallo mentre nessuno vi guarda (Simona Amanar)

Usare le compagne di squadra quando non c’è nessuna trave libera

Fare volteggio insieme ad altre compagne (Van de Leur)

Dimenticarsi di piazzare il cavallo (Allana Slater)

Usare un cavallo vero (Maria Olaru)

Salire sulle parallele prima di imparare a camminare (Dominique Dawes)
Vedere se la permanente regge dopo l’allenamento (Dasha Joura)


Far lavorare vostra sorella più piccola al vostro posto (Beth Tweddle)


Non ubriacarsi prima dell’allenamento (Anna Pavlova)

Giocare a cavalluccio con la trave (Svetlana Khorkina)


E di sicuro… non addormentarsi!! (Daria Zgoba e Irina Krasnyanska)

Le cerimonie di premiazione (e una confessione)

Titolo: Una Ginnasta da Salotto si butta in un altro sport!

Ragazzi, devo ammettere che ho un po’ trascurato la ginnastica negli ultimi tempi, e devo ammettere che non è solo perchè non potevo accedere a internet (cosa, comunque, vera). Sono stata infedele.
Ma davvero, uno cerca di non farsi risucchiare dal tennis durante l’Australian Open anche se praticamente lo disputano qui davanti a casa, e I giornali e la tv e la gente non fa altro che parlarne e tutte le partite davanti agli occhi ti implorano di essere guardate distraendoti da compiti, faccende domestiche e dal tuo vero amore, il blog sulla ginnastica. È davvero complicato non cedere alla tentazione!
Ma non sto scrivendo tutto questo solo per confessarvi una debolezza e il mio comportamente da traditrice (anche se ho addirittura rifiutato un turno al lavoro perchè non volevo perdermi William e Safina alle finali!), ma anche perchè ho notato una certa cosa. Si tratta della cerimonia di premiazione.

Così ieri vagavo su Youtube per vedere qualcosa del tennis di Pechino e capisco che le star del tennis non partecipino sempre alle Olimpiadi perchè non fanno parte del WTA a cui partecipano tutto l’anno nè di tutti quegli eventi tennistici che fanno guadagnare miliardi. Va bene. A differenza della ginnastica, le Olimpiadi non so importanti per il tennis.
Ma a Pechino c’erano molti tennisti importanti e quindi mi chiedevo: cosa è cambiato? Ma forse questa è una domanda per il blog sul tennis che potrei aprire il prossimo anno quando mi dimenticherò di comprare i biglietti per il prossimo Open e passerò tutto il tempo davanti alla tv a guardarlo!

Ma comunque, cari appassionati di ginnastica, c’è un motivo se vi parlo di tutto questo, e riguarda la ginnastica!! Su Youtube ho visto qualche cerimonia di premiazione del tennis e sono stata colpita da un paio di cose.
La prima: il podio dei singoli di Pechino somigliava ad un podio della ginnastica degli anni settanta o ottanta. Un bel po’ di russe e rumene all’epoca no?
E inoltre mi è sembrato che le tenniste non sapessero per niente come comportarsi alla premiazione, forse perchè non la fanno molto spesso. Di solito ricevono una coppa enorme sul campo alla fine della partita e un assegno ancora più enorme dopo!
Però non capisco lo stesso. Ho visto talmente tante premiazioni come fan della ginnastica che se avessero bisogno di una sostituta per Nastia sul podio riuscirei a uscire fuori in tempo, non mi toccherei troppo il body, saprei come ricevere I fiori, stringere le mani e sembrare aggraziata come una scimmietta ammaestrata!
Ma evidentemente non è così per tutti, per esempio per le tenniste russe. Sia la Zvonareva e la Safina tenevano le mani in tasca come teenagers. Dementieva portava i pantaloni tutti arrotolati come una ragazzina del liceo e Zvonareva ha persino tentato di salire immediatamente sul podio senza aspettare gli annunci (ma anche Federer e gli altri del doppio ci hanno provato) ed è stata trascinata giù da una hostess cinese supersorridente.
Tutto questo è stato molto divertente e mi sono chiesta se per caso le ginnaste non vengano istruite anche sulla cerimonia di premiazione, con la loro uscita composta, mezzo giro all’altra parte del pubblico e sventolamento dei fiori. Sembra che sappiano sempre cosa devono fare. Forse potrebbero allenare le tenniste.
MA la cosa che mi ha stupito di più è che quando ognuna veniva chiamata sul podio, saliva sul gradino senza nemmeno stringere le mani alle altre. E la prima cosa che ho pensato è stata: che maleducate. Sono così abituata a vedere le ginnaste che stringono le mani di tutti o si danno i baci sulla guancia prima di salire al loro posto. E poi di solito posano tutte quante sul gradino più alto e salutano la folla. Non ho visto niente di tutto questo nella cerimonia del tennis (anche se Venus Williams nel 2000 diede un piccolo abbraccio sia alla Seles che alla Dementieva prima di salire sul podio, quando ancora la medaglia d’oro veniva chiamata per prima). Anche le tenniste russe, che uno pensa sarebbero entusiaste di avere un pubblico in adorazione davanti, se ne stavano lì tutte imbarazzate a farsi fotografare con le medaglie dai giornalisti.
Non è solo il non sapere come comportarsi che mi ha colpito, la l’assenza delle congratulazioni. Ma poi ho pensato: forse non è solo il tennis, ma è così in tutti gli sport?


Così mi sono calata nella parte di blogger investigatrice e ho cercato altre premiazioni su Youtube, cosa non facile.
Ed ecco quindi pattinatori che si congratulano l’uno con l’altro, e persino i giocatori di tennistavolo! Quelli dell’atletica non fanno la sfilata nè si stringono le mani, e nemmeno quelli del judo o dell’atletica leggera. Alcuni nuotatori lo fanno, altri no. Ci sono stati momenti molto carini e spontanei, come quando Cathy Freeman confortò la donna giamaicana che aveva vinto l’argento nei 400 metri a Sydney che proprio non se lo aspettava, ma in generale mancano le congratulazioni mielose e tutti i vari rituali della ginnastica. Fino ad oggi, non avevo idea che fosse una cosa esclusiva della ginnastica comunque.

Quando mai sarà iniziato questo rituale? Magari tutti gli sport lo facevano prima, ma poi è scomparso. A volte penso che sia bello che ogni ginnasta si deve congratulare con le altre prima di celebrare la propria vittoria e di sicuro è una bella cerimonia, con tutte le atlete che marciano insieme verso il podio. Mi sembra un atteggiamento molto sportivo, che forse manca in altre cerimonie che ho visto.
D’altra parte, però, si perde un po’ la spontaneità del momento. Non é tutto così automatico e ritualizzato che le emozioni del momento si perdono? Forse no. Ma di sicuro, quando penso alle premiazioni, mi vengono in mente le strette di mano e i fiori. Ed ecco qui una lista dei momenti migliori nelle cerimonie di premiazione.

1. Le ragazze russe che si tolgono la medaglia d’argento. Ok, forse è stato poco sportivo, ma le adoravo! Così fiere e russe!
2. Kerry Strug portata sul podio in braccio, che momento! Sembra che lei non si ricordi più di nessuna delle cerimonie adesso, ma chi può dimenticare la folla festante davanti alla sua meravigliosa esecuzione da infortunata.
3. La folla brasiliana che fischia la squadra americana ai Giochi Panamericani del 2007. Ci sono state molte lamentele in seguito, io ho solo pensato che si trattasse di un modo diverso di intendere lo sport. Però, fischiare? Forse era un po’ troppo.
4. Nastia a Pechino. Mi ha colpito vederla così presa dall’emozioni, la mano sul petto, le lacrime, mentre le porgevano la medaglia dell’AA. Così adorabile e... umana.

5. Il sorriso di Gina Gogean per la medaglia d’oro ai Mondiali 1997. Che sorpresa.

6. Khorkina che consegna le medaglie alla Moscow Cup del 2008 a Semenova, PanPan e Zgoba. Vedere le loro faccine illuminarsi quando hanno sentito il suo nome è stato troppo forte... Come vedere la Zgoba che bisbgliava qualcosa alla Semenova mentre lei cercava di fare la brava bambina e guardare avanti senza rispondere!

7. Le tre leggende, Korbut, Comaneci e Ungureanu sul podio per la trave a Montreal. È stato interessante vedere sentire la folla applaudire per il punteggio della Comaneci e poi applaudire anche più forte per l’effervescente Korbut con l’argento, segno della sua enorme popolarità.

8. Oksana Omelianchik ed Elena Shushanova che salgono sul gradino più alto del podio insieme nel 1985 a Montreal, ridacchiando come per dire “Eh eh eh, qui di nuovo insieme. Che ridere!”. Grandiose!

9. Dina Kochetkova che bacia tutte le ragazze tranne Dominique Moceanu ai Mondiali del 1995. Strano. Non capisco se ha pensato che le americane non avessero l’usanza dei baci sulla guancia come le europee, se si è sbagliata o se non voleva proprio! Molto bizzarro.
10. Khorkina che fa la scema alla premiazione di Atene 2004, soprattutto quando è scoppiata a ridere in faccia alla Ziganshina dopo averla vista con la corona di alloro in testa che davano a tutte le atlete.

domenica 1 febbraio 2009

Il body peggiore – round 5...

…Inizia ora!

Ecco qui il round 5 del concorso per il body peggiore. Assaporate questi meravigliosi crimini sartoriali.

I ruggenti anni Novanta
(o anche “Mi hanno appena vomitato un dipinto astratto sul body”)

La geometria incontra una dominatrice
(o “Nessuno desidera sculacciarmi?”)


Doppio spagnolo
(Vi avverto, scegliete con cautela)

Lo strangolatore arancione
(Prima che diventasse la regina dai mille body e iniziasse a fare la diva in giro, Sveta era una fan dei tessuti fluorescenti e delle rifiniture che fanno pensare che se qualcuno avesse tirato da tutte e due le parti della striscia argentata forse le avrebbe fatto male)

Fluorescente col collo alto
(o “Nessuno ha visto il mio collo? Forse l’ho perso”)

Il body migliore – round 5



I vostri suggerimenti!
Ciao a tutti! Questa settimana ho scelto tutti i body del concorso alla ricerca del body migliore dalle vostre segnalazioni; a proposito di questo, vi ringrazio molto. Non sono riuscita a controllare tutti i contributi ricevuti perchè alcuni non hanno incluso il link oppure lo hanno incluso e non funzionava. Vi prego quindi di fornire sempre un link se volete inviare un contributo! La gestione di questo blog richiede abbastanza tempo e quindi non riesco ad inseguire suggerimenti del tipo “Il body giallo di Mo Le Tan alle finali del volteggio alla Coppa del Mondo di Vladivostok nel 1992” senza inguaiarmi con i miei relatori per aver tralasciato il lavoro per cui vengo pagata!

Continuate coi suggerimenti!

Marmo russo (Ksenia)

Patriottismo rumeno (squadra)

Blu cinese (Jiang Yuyuan)

Nastro rosso (Dominique Dawes)

Leone britannico (Becky Downie)