Benvenuti!

Ciao a tutti e benvenuti su Una Ginnasta da Salotto!

Questo blog è la traduzione di The Couch Gymnast, blog sulla ginnastica internazionale.

domenica 28 dicembre 2008

Una Ginnasta da Salotto augura a tutti i fans...



…buone feste e tutto il resto. Spero che vi siate divertiti e abbiate ricevuto bei regali.

Come potete vedere, alcune delle migliori hanno sofferto a Natale e penso sia venuto il momento di dedicare qualche riga alle povere ragazze rumene che sembrano dover, a parte vincere per il loro paese, anche dover trasmettere la gioia del Natale umiliandosi in questi vestiti.



(Almeno qui, anche se la sua famiglia ha litigato o discusso su chi può avere l’ultimo pezzo di petto o coscia o qualsiasi cosa mangino le nostre amiche a Natale, Andreea potrà dire “Beh, ho avuto Natali peggiori. Vi ricordate di quando quel giornale mi ha fatto mettere quel vestito rosso da donna incinta? Sembravo la moglie di Babbo Natale al terzo mese”)

Povera Andreea.

giovedì 25 dicembre 2008

Una lista di premi da Pechino

-DALL’ARCHIVIO DI UNA GINNASTA DA SALOTTO (9 SEPT 2008)-


Ammetto di essere una Ginnasta da Salotto, una che non ha mai fatto ginnastica se non a scuola o nel cortile dietro casa con la mia vicina. Ho imparato tutto quello che so sul Codice dei Punteggi da You Tube. E adoro la ginnastica femminile con una passione che la maggior parte dei miei amici riservano al calcio australiano!

Se devo dire la verità, mi conforta il fatto di iniziare questo blog nel periodo di calma dopo Pechino, così non c’è fretta nel commentare il flusso costante di infortunate, previsioni di medaglie, formazioni delle squadre e specialiste. Devo confessare che ho religiosamente divorato i post di alcuni dei miei blog preferiti nel periodo di Pechino: erano la mia fonte di informazione più rilevante del mondo. Vivo in Australia, dove le news sulla ginnastica internazionale fanno fatica ad arrivare (blog sulla ginnastica australiana a parte, ovviamente!).
Non sono qui per fornire un commento da esperto sulla ginnastica, visto che ci sono così tanti blogger molto più qualificati di me in grado di tenerci aggiornati. Sono qui invece per un po’ di divertimento e per soddisfare la mia passione per la ginnastica e per gli elenchi!

Il mio primo elenco riguarderà Pechino, però. Ce l’ho ancora troppo in testa, quindi ecco il primo elenco di Una Ginnasta da Salotto.

I premi di Pechino di Una Ginnasta da Salotto

1. Il Premio “Ma perchè e ancora perchè” va a Chellsie Memmel. Ascoltatemi, Dei della ginnastica: non ha sofferto abbastanza?? Non potreste darle almeno un contentino, tipo cinque o sei giorni senza infortuni? Solo una microscopica settimana olimpica senza fargliela pagare? La fine di Chellsie è stata una tragedia per lei, i suoi fans e per le possibilità di avere un oro per gli Stati Uniti.

2. Il premio al Povero Uccellino Coperto di Erbacce. Avete presente l’uccellino tutto sporco, magro e abbandonato che c’è in ogni stormo? Ecco, quest’anno è senz’altro Anna Pavlova. Non basta il fatto che lei e il Quarto Posto abbiano un’attrazione magnetica? Dovevano proprio darle zero al volteggio? Doveva proprio essere lei la vittima di un terribile caso di punteggio gonfiato di un’altra ginnasta (e lo dice una che adora Cheng Fei) alle finali della trave? La sua meravigliosa ginnastica deve proprio soffrire della sua inesorabile inconsistenza?

3. Il premio Per favore, continuate così va a parimerito a Ksenia Asafenyeva e Bridget Sloan. So che hanno molti miglioramenti da apportare ai loro già stupendi esercizi, e voglio vederli prima che un infortunio o l’età annullino le loro speranze.
4. Il premio per la Ginnasta nell’Ombra va a una delle mie preferite, la super Beth Tweddle. Durante tutto il casino della finale alle parallele, Beth ci ha regalato quell’originalissimo ed entusiasmante esercizio (ok, non ha la forma perfetta delle altre, ma ammirate la sua potenza) incredibilmente difficile, che è quasi passato inosservato a causa di tutto quel casino. E dopo, ha buttato indietro la testa, alzato gli occhi e sorriso quando ha visto il suo quarto posto. E lì ho capito perchè mi è sempre piaciuta: è davvero sportiva e una ginnasta vera. Avrei voluto che conquistasse una medaglia perchè non penso possa resistere per un altro quadriennio.
5. Il premio per il Maggior Miglioramento nella Forma è di Steliana Nistor. Lo so che è ancora molto imprecisa a volte, ma se facciamo un tuffo nel passato e diamo un’occhiata all’argento nell’all-around a Stoccarda con quelle gambe piegate e piedi poco tirati (sì, punteggio enormemente gonfiato), bisogna apprezzare lo sforzo.
6. Il premio per Chi non Ci è riuscito se lo dividono le due meteore del quadriennio: Vanessa Ferrari e Jade Barbosa. Anche se non sono una grande fan di Vanessa, adoro la Barbosa. È stato triste vederle in difficoltà. La Ferrari sembra aver perso il suo talento iniziale e Jade sembra non riuscire ad arrivare mai dove sembrava diretta.

7. Il premio Dovrebbero Uscire Insieme e Berci Sopra Insieme lo assegno ad Alicia Sacramone e Fabian Hambuechen. Dopo i loro esercizi, ci vorrebbe proprio una serata fuori con pinte di birra e un po’ di whisky. Ne avrebbero bisogno entrambi.
E chi lo sa, tutto può succedere. Aly e Faby potrebbero avere graziosi bimbi con capelli rossi che potrebbero diventare ginnasti e rimediare agli errori dei genitori, proprio come Valeri!

8. Il premio Come Vorrei ci Fosse Stata – come avrei voluto Elsa Garcia lì. So che non avrebbe avuto speranze di medaglia, ma è una ginnasta così dolce e talentuosa proveniente da un paese di cui si vede così poco che, davvero, avrei voluto che ci fosse stata.

9. Il premio Non Ci Sarà Più un Altro Premio. Anche se c’è ancora un pochino di personalità in Cheng Fei, Alicia Sacramone, Steli Nistor e Chusovitina, mi manca la Regina Khorkina. Nessuno come lei rende le cose interessanti.

10. Il premio Ma che Cavolo…? Va a Yang Wei per questa espressione dopo aver vinto l’all-around. Qualcuno può spiegare?
E questa non è nemmeno la faccia che intendevo io. Io parlavo di quella roba strana che faceva con le mani intorno alla faccia tipo orecchie di alce quando ha saputo di aver vinto, ma non sono riuscita a trovare una foto. Ma anche questa è abbastanza stupida.
11. Il premio per la più carina – le piccole cinesi le hanno fatto concorrenza, ma più diventa grande e più Ksenia Semenova diventa carina!

12. Il premio per quella che avrebbe dovuto esserci – forse è perchè sono australiana, ma Lauren Mitchell avrebbe dovuto essere nella finale alla trave. È solo colpa dei suoi nervi se non ce l’ha fatta, ma mi rattrista il fatto che non sia riuscita a far vedere di cosa è capace.

13. Il premio per le lacrime agli occhi – va a... e qui ci sono così tanti concorrenti: la vittoria di Nastia nell’all-around, Cheng che cade al volteggio, l’oro di Shawn all’ultimo minuto, l’infotunio alla caviglia di Dasha, la tristezza di Alicia nella finale a squadre... Ma il mio oro va al momento in cui Cheng Fei è andata da Sandra Izbasa dopo quello spettacolare esercizio al corpo libero per congratularsi sinceramente con lei. Non ho più visto qualcosa del genere da quando Isabelle Severino si congratulò con Lauren Mitchell nella finale alla trave dei mondiali, ma quello delle Olimpiadi è stato ancora meglio perchè Cheng stava passando la sua corona con così tanta grazia.

14. Il premio alla più meritevole – per me va a Nastia Liukon. Sono stata così stupida da pensare che Shawn la battesse. E anche se mi piacciono molto il talento e la precisione di Shawn, mi ha stupito e fatto piacere quando Nastia ha vinto. Lasciando perdere tutte le tragedie e la rivalità messa su dai media prima delle Olimpiadi, Nastia ha stravinto quella notte.

15. Il premio Sììììì!!! Va al gesto di Cheng Fei alla sua vittoria alla fine dell’esercizio a corpo libero che significava oro per la China. Mi è dispiaciuto per gli Stati Uniti, ma è stato grande vedere Cheng Fei dichiarare la vittoria con quel piccolo gesto.

lunedì 22 dicembre 2008

Il body migliore - round 3...

... Inizia ora!!
Acquamarina russa (è Ksenia?)

Velluto rosa (Lozhecko)

Una rossa in rosso (Dasha)

Nero e blu (Francesca Benolli)

Fiocchi e nastri giapponesi (Kosuge)

Il body peggiore – round 3...

...Inizia ora!!

Ciao a tutti, saluti dalla Tasmania. Se non avete idea di dove si trovi, cercate l’Australia su una cartina, poi l’isola che pende sotto, poi guardate verso la parte sud vicino all’Antartide ed ecco Una Ginnasta da Salotto in vacanza per l’estate (fino alla fine di gennaio)! Ed è per questo che non ho avuto tempo di postare molto in questa settimana, visto che qui è più probabile trovare un’echidna o un vombato che una connessione internet! Ma farò del mio meglio per continuare a scrivere.

Allora, per quanto riguarda i sondaggi, sembra che il collare in PVC sia il body peggiore della settimana e che la fioritura giapponese quello più carino. Ho votato per entrambi, quindi sono orgogliosa delle mie scelte!

Quindi, ecco che inizia ora il round 3 per il body peggiore.

Manica sì o manica no (Chusso)

Fulmini di luce russi (Lobuz)

La Spagna ci riesce meglio

Il Canada opta per il fosforescente (Peng Peng)

Color mostarda sbrilluccicante e marrone (Ashley Stott)

lunedì 15 dicembre 2008

Ancora, per favore!

Una cosa mi ha tormentato negli ultimi tempi, allo stesso modo in cui la versione del Codice pre-Pechino ha tormentato tutti quanti: quanto la ginnastica sia diventata tutta uguale. Le stesse cose usate e riusate ancora. Esercizi al corpo libero che si assomigliano nella coreografia per l’uso di combinazioni di elementi eseguiti al solo scopo di ottenere una certa difficoltà. I giri perno con la gamba a squadra sulla trave sono diventati praticamente un prerequisito. Le medaglie al volteggio dipendono da quanti avvitamenti si riescono ad attaccare ad uno Yurchenko. Finire l’esercizio al suolo con un doppio carpio é la norma.
Ovviamente ci sono sempre alcune innovazioni e stili unici che emergono nelle gare importanti e che sembrano brillare ancora di più se confrontati con il piattume che si vede intorno.
E ovviamente, ognuno ha le sue preferenze personali. Sono sicura che ci sono persone che si entusiasmano quando vedono un salto laterale in trave o un’uscita dalle parallele in doppio teso. Ho scoperto quali sono le mie cose preferite ultimamente girovagando su YouTube e ho fatto una lista e quindi, proprio come l’affamato Oliver Twist, cavolo, ancora per favore!
E quindi oggi ecco una lista delle cose che vorrei si vedessero un po’ di più nel nostro sport preferito per dimostrare che c’é ancora spazio per l’originalità.

1. Scelte musicali interessanti al corpo libero

Mi sorprende sempre sentire, nei documentari sulla ginnastica, atlete e allenatori che si lamentano di quanto sia difficile trovare musiche originali e uniche per gli esercizi, che vadano anche bene con lo stile e la personalità della ginnasta. Mi sorprende perché trovo che alcune scelte in questo campo siano proprio, beh, una schifezza. Per esempio la più recente di Shawn Johnson: rispetto di sicuro la sua scelta di avere una musica che rispecchiasse il fatto che sta maturando come ginnasta, ma la musica che ha scelto? Mmm. Almeno quella carina che usava prima si distingueva dalle altre. Quella nuova é sempre uguale e non rispecchia per niente la sua acrobatica così dinamica. Mi lascia completamente indifferente e di sicuro non mi gliora le sue scarse abilità coreografiche.
Dall’altra parte, molti si sono stupiti della scelta di Vanessa Ferrari di usare la musica del Quinto Elemento, mentre io penso sia stata un’ottima idea. Non sono sicura però che lei riuscisse a rendere giustizia alla musica, ma almeno quella era una scelta interessante e coraggiosa. Tutta questa musica classica inizia a sembrare così simile e la usano in così tante che é difficile spiccare. Alcune ci riescono, comunque. Anna Pavlova, per esempio. Il pezzo con violino di Shannon Miller si abbinava alla sua grazia particolare. Cheng Fei se li fa scrivere apposta per lei!
Alcune fanno scelte ancora più coraggiose, e fanno bene. Isabelle Severino é stata un genio a scegliere della musica moderna che non si scontrasse con la sua ginnastica, a differenza della Zamo, la cui scelta dei Prodigy é stata quantomeno bizzarra. Alcune tengono in conto la loro età, vedi la musica di Mo Huilan con la macchina da scrivere o quella con gli uccellini della Omeliantchik. O anche Devil Goes Down To Georgia della Moceanu. Musiche carine per ginnaste carine!
Qualcuna ha anche compiuto grandi scelte sperimentali, vedi la Boginskaya. Scelte stravaganti quelle di Dasha Joura e della Mitova, con la musica blues anni fa. Perché ci sono sempre più scelte musicali insignificanti?

2. Combinazioni/salti entusiasmanti alla trave

Veramente, ci sono così tanti tipi di salti diversi che non deve essere troppo difficile inventare combinazioni di elementi alla trave, invece che le solite che si vedono ultimamente... No?
Una delle ultime che preferisco é la serie di Shawn Jonhson di salto sagittale, salto carpiato unito e salto dietro, principalmente perché la esegue spesso in modo molto pulito e dinamico (basta vedere la sequenza dell’all-around a Pechino per vedergliela eseguire alla perfezione).
Scavando nel passato, mi piaceva un sacco il salto sagittale con attaccato un salto avanti di Qiao Ya nell’esercizio del 1994, unico e molto carino. Mi piaceva anche il cosacco con un giro unito a un sagittale con mezzo giro di Tasha Schwikert: lei sì che era un’esperta nei giri, ma questa serie era troppo bella quando la eseguiva bene ed era perfetta per il suo stile atletico. Se una non é aggraziata, é inutile fingere di esserlo, perché difficilmente ci si riesce.

3. Doppi avanti
C’é bisogno di più salti doppi avanti, in ogni loro forma, perché sono un ottimo metodo per impressionare. Molti si lamentano della forma di Nastia Liukin nel suo salto doppio al suolo, ma penso sia troppo rumore per nulla. É solo che stona con tutto il resto che fa con così tanta grazia! La Produnova é sempre stata una delle mie preferite, in particolare per tutti i salti che metteva e il suo doppio dalla trave era spettacolare. La Podkopayeva eseguiva raramente il doppio con mezzo avvitamento, e lo stesso la Dos Santos con l’Arabian carpio. Questi sì che sono elementi che mi entusiasmano ogni volta! Come se ci fosse sempre un elemento di sorpresa.
4. Scioltezza ed estensione al corpo libero

E non intendo solo verticali, ma per esempio le rovesciate, i giri vicino al suolo, quegli elementi che le ginnaste facevano quando avevano ancora tempo nei loro esercizi. Costituivano una parte importante degli obbligatori, ma sono lentamente scomparsi dagli opzionali col tempo. Se non capite cosa intendo, date un’occhiata all’esercizio al corpo libero di Lavinia Agache ai Mondiali del 1983 o a quello di Tatiana Lyssenko del 1993. A volte c’erano anche alla trave, come in quella di Andrea Cacovean. Erano una scelta facile per portare qualche innovazione. Oggi poche ginnaste li fanno, anche se per esempio Liukin, Pavlova, Hong e Peng-peng Lee si piegano e stirano per mostrare le loro belle linee. Tutto questo sarebbe d’aiuto alle ginnaste più basse per eguagliare quello che i giudici sembrano adorare in quelle più alte come Liukin e Izbasa.

5. Bei salti al corpo libero

Enjambée alti e ben eseguiti possono essere meravigliosi e non c’é niente di meglio di un bell’ enjambée ad anello o un bel salto del montone (anche se devo ammettere che sono un po’ passati di moda per il loro valore nel Codice). Mi piacerebbe comunque vedere altri tipi di salti, visto che ce ne sono alcuni che non usa nessuno. Il sissone ad anello può essere favoloso, se le ginocchia non si piegano a più di 90°. I salti artistici di Nastia Liukin sono favolosi al corpo libero e non capisco come mai più ginnaste non si ispirino alla danza per trovare nuovi salti. Forse perché ormai la danza non fa più così parte del loro allenamento. Negli anni ottanta e novanta se ne vedevano di più, salti girati, salti del gatto erano parte di esercizi più “ballati”. Basti vedere Lilia Podkopayeva per capire quanto la coreografia contasse per creare combinazioni più aggraziate e complicate.
6. Giri aggraziati

Sono stufa di vedere giri in trave con la gamba a squadra, e sopratutto di vederli eseguire male! Sono stufa anche di giri schifosi al corpo libero. A voltre preferirei che fossero meno importanti, così non vedremmo tutte queste ginnaste che non li sanno fare. I tre giri della Ponor o della Hopfner-Hibs sono bellissimi, oltre ovviamente a quelli di Betty Okino, che ha creato alla trave l’elemento che porta il suo nome. Ma per quanto riguarda l’eleganza, l’originalità e la novità, devo dire, sono più per i semplici giri in attitude, con la gamba davanti o dietro, non importa. Mi ricorda la grazia di un balletto. Mi piace che Ksenia Semenova li abbia usati sia alla trave che al corpo libero, perché li esegue alla perfezione.
7. Entrate originali alle parallele

Posso capire che gli allenatori preferiscano entrate alle parallele “sicure”. I commentatori della NBC non facevano altro che ripetere che a Marta Karolyi interessa solo che le sue altete salgano sulla trave e ne scendano senza altri particolari pericoli di cadere, e forse la caduta della Sacramone a Pechino é la prova che questa scelta, anche se noiosa, é piuttosto saggia. Penso comunque che ci siano tante altre entrate alla trave facili ma interessanti, e lo stesso vale per le parallele.
Quello che mi manca é lo sforzo che alcune facevano di salire sulle parallele in maniera interessante! Capisco che le ragazze vogliano arrivare subito alla parte importante dell’esercizio, ma un po’ di varietà non sarebbe male. Non devono per forza essere super difficili. Mi piaceva anche l’entrata della Milosovici, anche se si trattava di un semplice mezzo giro con kippe (almeno non era solo un salto allo staggio alto). La versione della Gnauck sullo staggio alto era carina anche, come il giro complete della Onodi. La mia preferita é però il salto avanti sullo staggio basso di Martina Polcrova. Molto molto originale.

8. Movimenti originali vicini alla trave

Mi piacciono i movimenti eseguiti vicino alla trave. Sono obbligatori, quindi perché non eseguirli come si deve? Adesso sento il bisogno di prendermela con quelle ginnaste tipo Shawn Johnson che si siedono sulla trave o si stendono, posano per un attimo come per dire “Ecco, cari giudici, ecco i miei elementi vicino alla trave. Scrivete che li ho fatti, eh!” e si alzano. Alcune li usano come occasione per farsi notare. La Shaposhnikova é ovviamente la prima che mi viene in mente, lei che usava quasi la trave come lo staggio delle parallele. Anche le entrate di Silivas e Moceanu erano interessanti da vedere, con quelle sequenze in appoggio sul collo. Hollie Vise e Shayla Worley ci hanno dimostrato quanto sono sciolte. La Shaposhnikova usava anche quel rotolamento sulla trave, bilanciandosi sulla schiena: troppo bello. Alcune ginnaste hanno usato i giri sulla testa o sulla schiena per stupire! Anche la Zamolodchikova faceva un’entrata grandiosa, con un giro addominale. Penso che anche i giudici apprezzino l’originalità, quindi: ancora, per favore!

9. Planches

Mi piace vedere una planche ben eseguita, anche se non si usano più tanto a causa della necessità di trovare difficoltà di più veloce esecuzione per poter riempire l’esercizio di elementi. Di nuovo, la Shaposhnikova era una campionessa nel campo. Ultimamente, Vanessa Ferrari ha usato una bellissima planche come entrata alla trave e quasi sempre l’ha eseguita perfettamente. Jana Bieger, dall’altro lato, l’ha usata negli ultimi anni con scarso successo, tenendola poco e rendendola meno entusiasmante.


10. Volteggi non Yurchenko!

Vorrei vedere più volteggi non Yurchenko, anche se so che il Codice rende più difficile conquistare medaglie senza. A volte serve qualcosa di originale. Ecco perché mi piaceva da morire i volteggi della Produnova, quello della McIntosh e della Khorkina. Quasi mai risultano puliti come uno Yurchenko teso, ma almeno queste ragazze fanno la differenza.

sabato 13 dicembre 2008

12 motivi per cui Una Ginnasta da Salotto è super felice che…

...Elsa Garcia SIA TORNATA !!!!

1. Mi è dispiaciuto un sacco quando ho saputo che Elsa Garcia non sarebbe arrivata a Pechino a causa di un infortunio. Da un paio d’anni a questa parte, questa ginnasta non ha mai smesso di farmi sorridere, semplicemente perchè ha qualcosa di straordinario. Anche se non è tra le migliori, è competitiva, ha molto talento e una gran personalità.

2. Ho sempre ammirato la sua maturità sulla questione del non poter partecipare alle Olimpiadi a causa dell’infortunio alla gamba che ha rovinato le sue possibilità a Stoccarda e per non aver ottenuto la wild card. La sua compagna di allenamento Marisela Cantu è riuscita ad andare, però, ma Elsa non si è lasciata scoraggiare, anche se una wild card per Londra potrebbe essere un incentivo in questi quattro anni. “É stato devastante sapere di non poter andare”, ha detto al giornale International Gymnast, “Ma ora ho superato quel momento e mi sto allenando per quello che mi aspetta... Sono anche molto felice per Marisela Cantu, so che sarà bravissima”. Questo è essere sportivi.


3. Ha un fisico eccellente per lo sport: non è nè troppo bassa nè troppo alta. Ha un corpo adatto all’acrobatica e al volteggio, ma con delle linee lunghe che la rendono anche elegante. A volte sembra un po’ stanca al corpo libero, forse per l’altezza, ma è chiaramente molto forte.

4. Adoro il suo doppio Arabian raccolto. A volte forse tende ad arrivare un po’ lunga ma avete mai notato le sue chiusure?! WOW. Altro che gambe divaricate.

5. Alla Coppa del Mondo nel 2007 è stata fantastica. I suoi risultati sono la prova della sua costanza e del suo talento, raccogliendo medaglie in tutti quegli attrezzi (sette in tutto l’anno, per la precisione).

6. Mi piace sapere della sua relazione con gli allenatori. Sono morta dal ridere quando i commentatori, durante l’America Cup hanno raccontato di quanto il suo allenatore, Antonio Barazza, ha affermato che la cosa migliore che potesse fare per lei era lasciarla da sola, e infatti durante le qualificazioni se ne stava lì a leggere un libro! Divertente, ma anche segno di una relazione ginnasta/allenatore molto sana e rispettosa e della sua forza, indipendenza e maturità.

7. Di sicuro non ha tutto questo talento per le parallele, ma sa come eseguire un esercizio davvero grandioso! Linee perfette e uscita molto pulita.

8. Oltretutto bisogna anche sottolineare che viene dal Messico, un paese che non è mai stato particolarmente famoso per la ginnastica. Non sorprende che la chiamino “l’orgoglio del Messico”. Ha gareggiato e battuto russe, cinese e americane e questo è particolarmente notevole considerando che si dice che abbia iniziato a gareggiare così spesso negli Stati Uniti per potersi abituare ad attrezzi migliori. Nella sua palestra a casa mancavano, fino a uno o due anni fa, gran parte di quell’attrezzatura per l’allenamento che la maggior parte dei paesi possiedono.

9. Adoro la musica del suo esercizio al suolo. Non so se la usa ancora, ma quello del 2007-2008 era proprio fatto apposta per la sua acrobatica, i suoi salti energici e la sua scarsa coreografia. Nessuno ha provato a farla diventare qualcosa che non è. Era allegro e divertente, come la sua esecuzione.

10. Ha un’ottima scelta in fatto di eroi personali: cita ginnaste tra le mie preferite (Khorkina, Produnova e Ponor) come quelle che hanno influenzato la sua ginnastica.

11. E ovviamente, Una Ginnasta da Salotto adora i suoi body bianchi della nazionale. Per il concorso per il body migliore c’erano mille body bianchi che avrei potuto scegliere, ma quando penso ad un body bianco mi viene in mente Elsa e il Messico. È elegante, semplice e la fa spiccare tra le altre, invece che essere sgargiante e spiccare al posto suo.


12. E infine, ha il sorriso più dolce nella ginnastica!

giovedì 11 dicembre 2008

Il concorso per il body più bello del mondo – round 2...

Inizia ora!!

Purtroppo c’é stato un piccolo incidente con i sondaggi e quindi le due che stavano vincendo il giorno in cui per sbaglio si é cancellato il sondaggio andranno entrambe in finale. Eccoli qui: i body di Koko Tsurumi e Alicia Sacramone.
Ed ora, prossimo round. Grazie ancora a chi mi ha mandato le foto! Continuate così


Blu fiorato in stile grembiule bavarese (Tabitha Yim)

Body nero con paillettes, molto di classe (La regina delle parallele)

Fioritura giapponese (Kyoko Oshima)

Bianco classico (Elsa Garcia)

Rosso e nero brasiliano (Jade Barbosa)

Geometrie rosa e nere (Daniela Sofronie)